Descrizione
Prosegue l’esperienza dell’educativa di strada a Piacenza, attiva dal 2021 con il progetto “Crescere in sicurezza”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e attivo fino al 2023. Negli anni successivi, l’iniziativa ha trovato nuova energia grazie ai progetti “#Ontheroad” nel 2023, “Vega” nel 2024 e “Sirio” nel 2025, tutti cofinanziati nell’ambito dell’Accordo di programma sulla sicurezza.
A garantire solidità al percorso è una rete educativa stabile e articolata, composta dall’associazione Laboratorio di Strada Odv, dal gruppo informale Educatori di Strada, dalla cooperativa sociale L’Arco e dal Centro Sociale Papa Giovanni XXIII. Una collaborazione sinergica tra istituzioni e terzo settore che rappresenta oggi un modello di intervento condiviso sul territorio.
L’esperienza è stata recentemente raccontata nella pubblicazione “Benessere di comunità. Il valore dell’educativa di strada” ed è stata al centro del convegno “Stare per restare”, ospitato dall’Università Cattolica. L’iniziativa è stata coordinata dalla Facoltà di Scienze della Formazione e dal Centro Studi per l’educazione alla legalità, con il patrocinio del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana. Tra i relatori anche Gian Guido Nobili, coordinatore nazionale del Forum e responsabile dell’Area Sicurezza Urbana, Legalità e Polizia Locale della Regione.
Tra i concetti chiave emersi dalla pubblicazione spicca quello di “connessione”: un approccio basato sul dialogo costante tra scuola, forze dell’ordine, servizi socio-sanitari, terzo settore e comunità locale. L’educativa di strada si conferma così uno strumento fondamentale anche nei processi di rigenerazione urbana. Negli anni, il lavoro degli operatori ha dimostrato come la strada possa diventare un luogo educativo e di relazione, capace di favorire la costruzione di identità e senso di appartenenza tra i giovani. L’intervento non si limita alla prevenzione del disagio, ma punta a creare legami di fiducia e spazi di ascolto, promuovendo partecipazione e cittadinanza attiva. Tra gli insegnamenti più rilevanti emerge l’importanza di creare spazi sicuri di aggregazione, dove i giovani possano sentirsi accolti e liberi di esprimersi. L’esperienza ha evidenziato come il disagio giovanile sia spesso legato a fattori sociali e familiari complessi, come difficoltà economiche, fragilità relazionali e carenza di reti di supporto. Fondamentale si è rivelato l’approccio non giudicante degli educatori, indispensabile per costruire relazioni di fiducia, soprattutto con i giovani più vulnerabili, tra cui minori stranieri non accompagnati e ragazzi provenienti da contesti fragili. Solo attraverso questa fiducia è possibile affrontare temi delicati come violenza, abuso di sostanze, disagio psicologico e comportamenti a rischio.
Da fine marzo fino a settembre 2026 sono già state programmate oltre 70 uscite degli educatori di strada, affiancate da attività ricreative e sportive realizzate con numerose realtà locali e dalla presenza degli street tutor. Un sistema integrato che agisce come presidio diffuso nei quartieri cittadini.
L’Amministrazione comunale ha ribadito la volontà di continuare a investire in questo ambito, grazie anche al sostegno della Regione e alla collaborazione con associazioni e operatori del territorio. Tra gli interventi collegati al progetto Sirio, la riqualificazione dell’area verde di via Millo e, lo scorso anno, il ripristino del campo da volley di Spazio 4.
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Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026, 17:08